Il richiamo, il guinzaglio lungo e la pettorina



Prima di partire per una qualsiasi avventura fuori casa, il caro amico umano dovrebbe educarci ad un indispensabile segnale: il richiamo. Loro sono i responsabili di tutto quello che facciamo, di ciò che ci accade e hanno il dovere di vegliare sulla nostra salute fisico/mentale.

Il richiamo permette di evitare eventuali scontri con altri conspecifici, distoglie la mia socializzazione poco gradita da umani o gatti, mi salva da possibili pericoli circostanti come una strada trafficata e mi permette di poter scorrazzare libero senza l’obbligo del guinzaglio, che viene imposto solo in esclusive situazioni.


Cosa non fare: il richiamo continuo o ripetuto è noioso e perde d’importanza, sopratutto se quest’ultimo corrisponde poi ad un rimprovero o strattonata; non chiamateci solo quando ci sono distrazioni perché involontariamente ci rendete vigili verso ciò che sta per accadere, distraendoci dal fare la cosa giusta; non seguiteci se non comprendiamo ancora il richiamo perché ci comunicate (con la direzione corporea) che quella è la traiettoria giusta da percorrere - involontariamente ci invitate a continuare.


Cosa fare: prima di tutto è importante rendere sempre più interessanti le attività che facciamo insieme. Non ci annoiamo se cambiamo spesso itinerario, se esploriamo nuovi luoghi e apprezziamo se ci vengono proposti alcuni esercizi (come il gioco con la palla, la ricerca ecc) durante le passeggiate; quando rispondiamo al richiamo, il nostro arrivo è ben più interessante se il premio che ci aspetta varia in qualità, quantità e tipologia; ascoltiamo volentieri se il tono di voce umano risuona giocoso e propositivo, perché preannuncia che stiamo per divertirci insieme con qualcosa di straordinario - nessuno ama correre incontro a qualcuno che comunica solo disappunto e nervosismo; se stiamo errando la nostra direzione, aiutateci a capire dirigendovi voi stessi dalla parte opposta. Allontanandovi attirerete la nostra attenzione e ci costringerete a seguirvi.


Il guinzaglio lungo: oltre ad essere l’accessorio ideale per insegnarci il richiamo è anche adatto a tutti i cani che non hanno ancora imparato a tornare al sopracitato segnale. Un guinzaglio lungo dai tre ai cinque metri ci fa sentire sicuramente più a nostro agio durante le nostre avventure; mentre passeggiamo, abbiamo bisogno di spazio per colmare tutti i nostri bisogni specifici: principalmente annusiamo (che equivale al guardarsi intorno umano), variamo il passo, ci allontaniamo e poi ci riavviciniamo; questo tipo di guinzaglio permette di rispettare le nostre andature senza interferire sul passo lento e continuo umano. Tutto ciò permette di ridurre (se non eliminare) il tipico, e fastidioso per entrambi, problema del tiro al guinzaglio.

La pettorina: se un cane vuole punire o sottomettere un altro lo morde sulla parte superiore del collo. Questa zona risulta essere per noi particolarmente sensibile: una sola piccola pressione può inibire il comportamento del cane sottoposto. Perciò, quando veniamo trattenuti, trascinati o strattonati per il collo, il nostro organismo libera gli ormoni dello stress: meglio utilizzare una buona pettorina ed eliminare il collare (di qualsiasi tipo) dai nostri accessori da viaggio.

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